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stellina

domenica, 31 dicembre 2006

Buoni propositi di stigranca...

Mi hanno sempre fatto ridere le persone - sui blog o in real life - che prima di Capodanno si applicano e fanno le super listone dei buoni propositi, magari accompagnate da qualche frase assurda tipo "quest'anno devo farcela! Almeno per il proposito 5,6,7,8,...". Ci credono, cazzo! Eccome! E quindi ecco la mia lista con tutte le stronzate che mi vengono in mente in 5 minuti - chè poi mi devo andare a lavare, perchè un antico proverbio cinese dice "chi non si fa una doccia prima della mezza l'ultimo giorno dell'anno puzzerà per sempre". Chissà... Allooooooora:

1) Capire cosa ci mettono esattamente sulle patatine
2) Diventare una modella anoressica e lamentarmi perchè nessuno mi vuole più far sfilare
3) Diventare obesa e rendermi conto che alla fine chissene
4) Avere una collezione di Popples (ne voglio almeno quindici)
5) Stessa cosa per i Mio Mini Pony e quelle bamboline che puzzavano
6) Andare in palestra e avere gli addominali tipo tavoletta di cioccolato e schifare tutti
7) PARTY TILL YOU PUUUUUKE (grazie Andrew W.K.), chè è da troppo tempo...
8) Fare un rutto in cabina di interpretazione, magari quando mi ascolta la prof (lo sbadiglio già è stato simpatico, dobbiamo passare al next level...)
9) Capire in che villaggio del Belgio è stato girato il video "Louxor j'adore" di Catherine, che la gente sembra simpatica.
10) Sentire live il padre del fascistello di Tiens ta droite che dice "en définitif... non..."
11) Andare a cavallo travestita da cavallo
12) Stessa cosa su un delfino
13) Ok, anche per il San Bernardo (poverino...)
14) Imparare l'arabo, il turco, il russo, il cinese e il giapponese (tutto in un anno ovviamente, un po' come all'Accademia dove dò lezione in cui fanno credere alla gente che possono impararne sei e che basta pagare... splendidi, complimenti!)
15) Imparare a fare i Pocket Coffee così mia madre può finalmente smetterla di portarmene ogni volta che sale, manco fosse droga.
16) Riuscire a far parlare i miei peluches.

Che dite, ce la farò?

Buon Anno a tutti. Sul serio.

stellina

sabato, 30 dicembre 2006

Dopo una settimana in Belgio se n'è appena andato mio padre. Non so neanche quando lo rivedrò.
Tra una settimana se ne andrà anche mia madre.
Sempre la stessa storia.

NON NE POSSO PIU'.

stellina

giovedì, 28 dicembre 2006

Another world...

stellina

mercoledì, 27 dicembre 2006

Colazione con mia madre, ovvero Nonsense.

Ore 9 circa. Come al solito arrivo in cucina e non capisco assolutamente niente, manco fossero le 4. Applico quindi la regola che ho deciso di chiamare "mezz'ora di silenzio prima di comunicare col resto del mondo", ma mia madre come al solito sembra non capire.

Mamma on speed:  Allora cosa vuoi? Ti faccio un bel succo di arancia eh che ti fa bene! Anzi aspetta, prima preparo il caffè, poi ti faccio il succo così mentre si fa il caffè ti bevi il succo va bene?

Paola still sleeping:  ...hm...

M.: Senti ma allora quando mi aiuti a pulire? Paola devi assolutamente fare la tua stanza se no il tizio dei vetri non lo posso chiamare chè mi vergogno del casino che c'è, non è possibile!

P.: ...s-h... [ovvero un tentato "sì"]

M.: Allora oggi cominci la tesi eh? Guarda che se non ti metti a tradurre poi fai come al solito e ti angosci all'ultimo momento...

P.: Lo so...

M.: Senti... ma il tuo piercing al naso non è un po' troppo grosso? No perchè io per strada ne ho visti un sacco ma erano tutti piccoli piccoli... perchè non togli questo e metti uno di quei brillantini minuscoli?

P.: ...la maggior parte delle ragazze coi piercing minuscoli coi brillantini l'hanno fatto in gioielleria e si sono distrutte il naso... e poi i brillantini non mi piacciono... e comunque l'anno prossimo probabilmente dovrò toglierlo... [vai Paola che si sveglia all'improvviso!]

M.: Nooo ma quando mai lo devi togliere! Lo toglierai quando vorrai! Se lo vuoi tenere vuol dire che ti piace quindi non fa niente!...Aspetta, dov'era che ho visto delle ragazze col piercing al naso? Aspetta, lavoravano in un posto importante oltretutto, quindi vedi... Aspetta, dov'era...?...

P.: ...hm...

stellina

lunedì, 25 dicembre 2006

Stanotte, dopo il solito sogno su Prison Break in cui succede di tutto (non lo sa ancora nessuno ma in realtà anche io faccio parte del cast di questa serie assurda... just wait and see!), ho sognato Romano Prodi. Giuro. Ero sotto la doccia e me ne sono appena ricordata. Paura.
Ero in un antico palazzo a fare non so cosa, e all'improvviso mi giro e vedo Romano, con il solito sorriso un po' idiota ma tanto gentile. Decido di salutarlo - ché sono una persona educata, io - e dopo una piccola pausa gli dico testuali parole: "Mi dispiace tanto per i casini che stai avendo col maxiemendamento alla Finanziaria, sai?". Già qua è tutto di un ridicolo assurdo, ne converrete. Ma non finisce qui. Romano mi sorride - ancora - e mi dice "Non ti preoccupare..." e se ne va, portato via da un supernerone-guardiadelcorpo. Vabbè. Rimango ancora nel palazzo ad aspettare non so chi, e all'improvviso sento qualcuno che mi chiama dalle scale del primo piano. Indovinate chi è? Romano, ovviamente. Già. Che mi chiede di salire. Ovviamente salgo - tanto ancora non s'è capito che cazzo avevo da fare - e lì entro in una camera con delle luci al neon orride, e vedo non uno bensì DUE Prodi. Uno a letto, l'altro affianco. Comincio a ridere e mi spiegano che quello con cui avevo parlato era il sosia (...), e dopo essermi calmata (...) il vero Romano mi dice che è ammalato ma che ha un compito per me. Una missione. Mi dice qualcosa tipo: "Ho capito che ti interessa la situazione (...), quindi ti chiedo di farmi un rapporto dettagliato sugli effetti della globalizzazione sui cittadini italiani." E io: "Ma pensi che ti aiuterà col maxiemendamento, scusa?". Risposta di Romano: "Io devo capire come pensano gli italiani, perchè non è possibile." E io convintissima accetto e me ne vado. Ovviamente dopo aver preso il suo "indirizzo email belga".

...

Ah, e buon Natale a tutti. Ché se no dicono che sono maleducata.



stellina

domenica, 24 dicembre 2006

stellina

mercoledì, 20 dicembre 2006



E' fatta. Sono ufficialmente impazzita per colpa di Prison Break.

stellina

martedì, 12 dicembre 2006

Stamattina all'improvviso mi sono venuti in mente i pastelli a cera che usavo da piccola, i Crayola. Una delle poche cose buone che ho scoperto grazie alla scuola americana. Sono dei pastelli bellissimi. Colori stupendi che non ho mai più trovato. Lo status symbol dei bimbi privilegiati delle elementari. Ovvero quelli che potevano comprarli nella base militare della NATO, direttamente dai negozi pacchianissimi per bambini. Quelli che non dovevano aspettare, come noi, qualche occasione speciale o qualche insegnante pieno di pietà che decideva di darcene qualcuno tanto per.



Ho passato ore e ore della mia infazia a disegnare e fantasticare con questi cacchio di pastelli americani, e ora mi mancano.
Poi mentre cerco foto per fare aumentare la nostalgia trovo questa qui:



Bene, ora sto letteralmente impazzendo. DATEMI UNA SCATOLA GIGANTE DI CRAYOLA. SUBITO.

stellina

domenica, 10 dicembre 2006

Cazzeggiando su internet come al solito ho trovato un sito molto interessante. Uno di quei siti che ridanno fiducia nel genere umano, diciamo. Fiducia non duratura, questo è vero, ma vabbè. Meglio di niente.

http://www.itariani.com/

Ed ecco uno dei tanti articoli che ho letto. Bonne lecture.

Il mio dio ce l’ha grosso

Di Massimo Santamicone

«La Chiesa non è un partito ma può far politica» - lo ha detto il papa, quindi dovrebbe essere inevitabilmente una cazzata, e invece no, è vero.

La religione è eminentemente politica, anzi, la religione è nata in funzione politica. Gli uomini hanno, in tutte le epoche, costruito popoli intorno agli dei. L’origine politeista del monoteismo ha la sua ragione proprio nella “politicità” degli dei di ciascun popolo. Il monotesismo è anzi la dittatura di un dio sugli altri, la vittoria di un dio più forte, terribile e spaventoso rispetto agli altri.
Il dio delle antiche popolazioni era una bandiera da portare in guerra, un amuleto che dimostrava la sua forza con gli effetti procurati sulle cose e sugli avvenimenti. Una volta persa la battaglia il dio non valeva più nulla, perchè un altro dio si era dimostrato più potente. E quell’essere terribile trovato in un fulmine, nell’oceano o nel terremoto, si dimostrava un pivellino.
O peggio, bastardo.
Perchè se si perdeva una guerra due erano le spiegazioni: o il dio avversario era più potente, o il tuo dio aveva deciso di non farti vincere, risentito come una comare zoppa. In entrambi i casi le conseguenze erano politiche. Sacrifici e tasse al sacerdote e al tempio o graduale e inesorabile sottomissione al dio del popolo avverso, e quindi alle sue abitudini ai suoi costumi, ai suoi re.
Fino a che qualcuno ha pensato bene di creare il dio invincibile. Il Mazinga Z degli onnipotenti. “Se dio ti fa perdere è perchè vuole farti vincere in un’altra vita”.
Oh cazzo.
E vallo a stanare tu adesso quel dio menefreghista e presuntuso che se ne sta in paradiso con decine di vergini sciacquette e puttane ad aspettare che tu finisca il lavoretto quaggiù, che tu finisca di prendere per il culo quelli che non hanno capito che il vero dio con le palle ce l’hai tu.
E allora
“Merda” - dice il cristiano
“Coglione” - risponde il musulmano
“Siete delle checche” - aggiunge l’ebreo
“non avete capito niente, il mio dio vi fa il culo a strisce, di là…”
“sì, sì, vedrete pezzenti, il mio vi fa bruciare per sempre il culo sulla graticola” - “E il mio vi fa mangiare la merda, stronzi”

E così via a litigare facendosi forti col dio muscoloso, col dio con la pistola, col dio psicopatico e drogato.
Come i bambini che litigando rimandano ai cugini più grandi le vie di fatto. Qui si parla e ci si insulta, qui si è buoni a farsi forti a parole… poi se la vedranno loro, di là. E si cerca allora di accaparrarsi il tifo dei bambini in disparte, quelli che non hanno cugini da ostentare. Per fare numero, per fare opinione. Per convincersi pure loro, in fondo in fondo.
Così è nato il cristianesimo, così l’animismo, lo scintoismo e l’Islam, così sono nati i popoli, riuniti attorno alla paura dell’incontrollabile e del diverso, sotto la coperta di un dio domestico che almeno prima ci metteva il culo. Ora nemmeno quello.
Ora gli dei non rischiano niente, giocano con le fiches delle vite di merda della gente.
E a guadagnarci è come sempre solo il croupier. A vincere è il banco, che ti tira dentro al tavolo verde, che ti urla che “vincerai tutto”, che “sarai felice,” che” basta che cambi i tuoi soldi, non aver paura”, che ti siedi laggù, che non ti sposi un gay, che non uccidi gli embrioni, che fai quelle quattro sciocchezze che gli servono per far vedere agli altri che tu stai dalla sua parte, che tu hai capito. Ma lui lo dice per te, sia chiaro, lui non vuole guadagnarci, lui la sera torna a casa dalla moglie che gli ha cucinato la cotoletta e i piselli, lui non è un partito, lui è solo un croupier.

stellina

domenica, 03 dicembre 2006

Considerazioni-quesiti esistenziali post-stiraggio.

Sto ascoltando "Don't Let Me Be Misunderstood". La versione di John Legend. Quella che mi hai dato tu. Sì, stavolta parlo anche di te. Tu peux donc te sentir visé.
Molto probabilmente (anzi, sicuramente) non leggerai queste parole, ma non si sa mai. Molto probabilmente sarà un altro post incasinato, ma non fa niente, tanto non mi legge quasi nessuno.
Bene. Mi sa che si è capito che ho problemi relazionali. Se una persona che considero "amica" fa qualcosa che va contro il mio modo di pensare, mi incazzo. Ne parlo, insisto, ci soffro, ma mi incazzo. All'improvviso non ce la faccio più, esplodo, non voglio sapere più niente.
Però mi dicono spesso che non sono abbastanza selettiva, che ho bisogno di sentirmi amata e che è per questo che "insisto" con gente che probabilmente non lo merita, gente con cui sono incompatibile, diciamo. Mi dicono pure che la gente non cambia, che posso fare quello che voglio, ma non sono una psicologa, e che posso aiutare i miei amici solo fino ad un certo punto. In poche parole che devo fottermene perchè se vogliono stare male e non fare niente sono cazzi loro, che ho fatto quello che potevo fare, stop.
Ho passato un anno a cercare di aiutarti, di capirti, ad ascoltarti. Dopo un anno leggo che l'unica cosa positiva che avevi deciso di fare, ovvero andare da uno psicologo, è diventata ai tuoi occhi una cazzata inutile. Che ti incazzi con la gente che ti consiglia di andarci. Anche con tua madre. E allora penso per l'ennesima volta di essere inutile. Che non mi va di passare un altro anno a stare male per te. Che non sai quanto mi piacerebbe aiutarti sul serio. Ancora adesso.
Perciò mi sono incazzata. Pensi che la gente con cui hai litigato in questi tempi sia stronza. Che non merita la tua amicizia. Che non capisce niente. Che è ipocrita. Sicuramente è ciò che pensi di me visto quello che mi hai detto.
Secondo me è importante riconoscere i propri errori per crescere e per cercare di fare qualcosa di utile e costruttivo, invece di incazzarsi, insultarsi e ignorarsi. Ecco perchè sto ammettendo di non aver agito nel modo più corretto, probabilmente. Vedi tu cosa fa fare l'esasperazione. Però devi ammettere che anche tu sei stato parecchio stronzo. Quanta aggressività avevi (e hai) in corpo per dirmi che ti faccio vomitare? Quanta?
Mi dispiace di averti detto quelle cose sul blog. Avrei dovuto fare l'adulta almeno io, visto che non hai avuto il coraggio di venirmi a parlare tu, ma non l'ho fatto. Lo ammetto e mi dispiace.
Forse dovrei venire a parlarti io, anche se probabilmente non servirà a niente. So già che non farai quello che ti dico solo perchè te lo dico io e perchè ci sto male. Ho capito che non è il mio ruolo ma non ce la faccio.
Ti sto facendo questo discorsone quasi sicuramente inutile perchè non lo leggerai, mentre potrei benissimo scriverti una mail. Vedi? Non è facile. Perchè non so come reagiresti, non so a cosa servirebbe. Non lo so.
Dovrei essere soddisfatta... stress in meno, preoccupazioni in meno, stronzate in meno. E invece quanto ti vedo mi viene voglia di scuoterti e urlare. Di parlarti. A volte invece vedo il tuo sguardo strano e mi passa la voglia. Non so.
Stasera avevo solo voglia di "parlarti", e invece scrivo questo post. Non so neanche come concludere. Mi sa che una conclusione non c'è.
O forse sì: mi sa che mi manchi. Anche se so che la nostra amicizia è sempre stata squilibrata e incasinata. Mi sa che in questi mesi non ho proprio capito un cazzo. Ma tant'è. This is who I am.